Territorio

«A un uomo che dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse: “Cosa bisogna vedere?”, risponderei senza esitare “Taormina”. È solamente un paesaggio, ma un paesaggio che possiede tutto quel che sulla terra serve per sedurre gli occhi, la fantasia, la mente». Guy de Maupassant

Inizi a camminare, oltrepassi una delle antiche porte d’ingresso e ti ritrovi catapultato nella città che ha incantato artisti, intellettuali, attori e scrittori arrivati in Sicilia. Percorri il corso principale disseminato da boutique e locali alla moda, per poi perderti nei numerosi vicoli che si aprono a destra e sinistra. Scalinate e stradine strette ti conducono nel cuore della città. E se la piazza è così affollata di turisti capisci subito il motivo. Attraversi il suo pavimento a scacchi, raggiungi la balaustra e ti si apre davanti agli occhi uno scenario unico: il blu dello Jonio abbracciato alla costa dorata con l’Etna fumante che li guarda dall’alto. Monumenti, chiese, musei arricchiscono lo sguardo del turista: Palazzo Corvaja, il Teatro Antico, il Duomo, Badia Vecchia, Palazzo Duchi di Santo Stefano, la chiesa di Sant’Agostino, il Castello di Monte Tauro racchiudono le memorie di una città che fu greca e poi romana. Non puoi lasciare Taormina senza vedere la sua costa, un susseguirsi di piccole spiaggette, baie e suggestive grotte incastonate nelle pareti rocciose, l’acqua cristallina e i suoi numerosi faraglioni con al centro il suo gioiello l’Isola Bella.

Non solo lo scrittore francese Guy de Maupassant è stato rapito da questi scenari tanto da fargli scrivere che «non può esistere nel mondo intero un altro luogo a esso assimilabile». Da Greta Garbo a Oscar Wilde, da Wilhelm von Gloeden a Alexandre Dumas, da Truman Capote a Friedrich Nietzsche, da Ernest Hemingway a Wolfgang von Goethe è lungo l’elenco di personaggi che sono rimasti ammaliati dalle bellezze di Taormina.