Romantico

In dialetto siciliano si dice “amuri”. Per riscoprire il significato più autentico del termine potete concedervi una fuga romantica in una delle città più magiche della Sicilia. Taormina con i suoi angoli e scenari da togliere il fiato seduce gli amanti regalando emozioni uniche e speciali. L’itinerario potrebbe cominciare dalla villa comunale, parco Giovanni Colonna Duca di Cesarò, un giardino all’inglese progettato e realizzato da Lady Florence Trevelyan sul finire del XIX secolo. Passeggiare tra i viali alberati, all’ombra degli ulivi, perdersi tra i cespugli di bouganville, magnolie e ibischi, rilassarsi su una panchina, avvolti dal profumo delle tante varietà di fiori, e godersi il paesaggio da cartolina, con il mare di Naxos, la città medievale e l’Etna. Un panorama altrettanto meraviglioso è visibile da Piazza IX Aprile, terrazza panoramica sul mare Jonio, uno dei punti più celebri e romantici di Taormina, set fotografico di molte coppie di sposi. La piazza, incorniciata dalla Chiesa di San Agostino, da quella di San Giuseppe e dalla Torre dell’Orologio, oltre che popolata da numerosi artisti di strada e turisti, regala un’atmosfera unica. Per una passeggiata mano nella mano, niente di meglio della discesa verso l’Isola Bella, imperdibile al tramonto. Qui insieme vostro partner, accarezzati dalla brezza marina e dagli ultimi raggi di sole della giornata, tutto vi sembrerà ancora più bello: l’acqua turchese dei fondali, le spiaggia dorata, il verde inteso della vegetazione. E per finire non può mancare una cenetta romantica in uno dei tanti ristoranti a picco sul mare: i piatti tipici della tradizione siciliana sono guarniti da vedute esclusive sulle mille luci di Taormina.

Culturale

«Un lembo di paradiso sulla terra». La bellezza di Taormina fu cantata da Goethe nel suo celebre “Viaggio in Italia”. Musa ispiratrice per scrittori, intellettuali e artisti di fama internazionale, come di Oscar Wilde, Roger Peyrefitte, Truman Capote, André Gide, D.H. Lawrence, Wilhelm von Gloeden, Friedrich Nietzsche, Ernest Hemingway, nel XX secolo diviene meta prediletta dei divi del cinema, tra cui Liz Taylor, Richard Burton, Greta Garbo, Ava Gardner e Romy Schneider. Ancora oggi i protagonisti del cinema e dello spettacolo arrivano a Taormina in occasione del tradizionale appuntamento con il Taormina Film Festival. L’itinerario potrebbe cominciare proprio dal Teatro Antico che ogni anno ospita la rassegna cinematografica e la premiazione dei Nastri d’argento. Ma le antiche colonne romane fanno da sfondo anche a concerti, rappresentazioni teatrali, balletti e opere liriche. Casa Cuseni, oggi museo, ospitò artisti, letterati e filosofi, tra i più importanti del Novecento che, nelle sue stanze e nel panorama mozzafiato tra il golfo e l’Etna, trovarono l’ambiente adatto alle loro ricerche, al loro genio e al loro riposo. Non può mancare una puntata a Villa Mon Repos, sede dello storico casinò di Taormina. Da Marlene Dietrich a Cary Grant, i divi del cinema ospiti del festival non mancavano di passare una serata mondana tra i tavoli da gioco. E il tour può proseguire con una serata nei locali che hanno fatto la storia di Taormina come La Giara e il Mocambo. Qui un murale ritrae i protagonisti della dolce vita taorminese.

Cinematografico

Un set a cielo aperto. Taormina ha prestato in più occasioni il suo volto per le riprese cinematografiche. Dalla stazione ferroviaria Taormina – Giardini Naxos, scelta da Luc Besson nel film “Le Grand Bleu”, potrebbe partire un tour alla scoperta dei luoghi del cinema a Taormina. Solo per veri appassionati di cinema. Il San Domenico Palace è stato scelto nel 1960 da Michelangelo Antonioni per girare la scena finale del film “L’Avventura”. E ancora il chiostro del San Domenico è stato scelto da Lucio De Caro per girare alcune scene di “Piange… il telefono”, film con Domenico Modugno, e da Carlo Verdone per “Grande, grosso e…Verdone”. Anche Pietro Germi decise di girare a Taormina la sequenza finale di “Divorzio all’italiana”: alle spalle di Marcello Mastroianni si intravedono l’Isola Bella e Capo Taormina. Lo splendido panorama che fa sfondo al lungo chiarimento fra il nobile siciliano, interpretato da Massimo Serato, e la bella Luciana, Sylva Koscina, in “Intrigo a Taormina” di Giorgio Bianchi, è il Teatro Antico. Il Teatro Antico conquistò anche Woody Allen. Qui, sul grande schermo fissato tra le colonne, fu proiettato nel 1971 “Il dittatore dello Stato libero di Bananas”, ed in questo teatro, sedici anni dopo, fu girata la famosa sequenza del coro greco per un altro suo importante film: “La dea dell’amore”. Piazza IX aprile fa da cornice al romantico bacio tra Stewart Granger e Anna Maria Pierangeli in “La immagine meravigliosa” del 1951. Con un altro bacio, al Wunderbar, Taormina è protagonista in una scena de “Il piccolo diavolo” di Roberto Benigni. Con “Johnny Stecchino” Roberto Benigni torna Sicilia: la celebre scena del fruttivendolo siciliano è stata girata a Mazzeo, frazione di Taormina. Le case di produzione spesso hanno chiesto ospitalità a Taormina per approfittare dei suoi incantevoli paesaggi.

Religioso

Campanili e monumenti, Taormina è una continua scoperta. Durante le varie epoche e dominazioni furono edificati numerosi tempi. Molti nei secoli sono andati distrutti o integrati in altri edifici, altri sono stati sconsacrati, ma sono tante ancora oggi le chiese di Taormina adibite al culto e aperte al pubblico. La prima costruzione del Duomo di Taormina risale al XIII secolo sui ruderi di una chiesetta intitolata a San Nicola di Bari. L’edificio più che avere l’aspetto di una chiesa somiglia ad una fortezza. Questa impressione viene accentuata dalla costruzione realizzata interamente con grossi blocchi di pietra e completata da merlature lungo tutto il perimetro dell’edificio. Percorrendo il corso principale si arriva in piazza IX Aprile, qui si trovano la chiesa di San Giuseppe, costruita in stile barocco con marmi di Taormina di diversi colori, e la ex chiesa di Sant’Agostino dall’architettura tardo – gotica siciliana. La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, risalente alla prima metà del 1600, sorge sulle rovine dell’Odeon, costruito a sua volta sui resti di un tempio greco dedicato probabilmente ad Afrodite. Anche la chiesa di San Pancrazio, vescovo e patrono di Taormina, costruita nel XVIII secolo in stile barocco, sorge sulle rovine di un tempio greco dedicato a Giove Serapide, i cui blocchi di pietra del basamento sono ancora ben visibili all’esterno della chiesa. La più antica chiesa cristiana di Taormina si ritiene sia quella dedicata al culto del SS. Pietro e Paolo. Scavata nella roccia su un ripido monte che sovrasta la città la chiesetta della Madonna della Rocca è meta di continui pellegrinaggi. Sono le sue chiese a raccontare evoluzione architettonica di Taormina, a testimoniare le tradizioni e i credo, a raccogliere storie e culture.

Avventura

C’è un mare da vedere in Sicilia. La particolare conformazione della costa di Taormina con le sue cale, baie, pareti a strapiombo, grotte e scogli in mezzo al mare regala scenari unici da cui tuffarsi e scoprire le meraviglie dei suoi fondali. Riparata dal vento e dalle correnti la Riserva naturale di isola offre acqua sempre limpida, fondo roccioso e molte forme di vita acquatica. Molto belle da vedere anche le spugne multicolori attaccate alle pareti della Grotta Azzurra. La Grotta dei gamberi, alla quale si accede da una camere stretta, deve il suo nome alle colonie di coloratissimi gamberi che la abitano. Da Capo Taormina si fa un tutto nella storia: 2500 anni fa naufragava in queste acque una grossa nave romana con il suo carico di colonne in marmo bianco che adesso giacciono sui fondali. È possibile ammirare questa incantevole baia anche dall’alto. Dalle montagne intorno a Taormina è possibile lanciarsi con il parapendio e deltaplano, sulle ali del vento, e sorvolare i paesini affacciati sulla costa jonica. Per chi ama invece restare con i piedi saldamente piantati a terra può percorrere le antiche mulattiere e trazzere che in passato collegavano tra loro i centri collinari del versante jonico. Da quelle finestre in mezzo alla natura lo sguardo si apre sul mare, il mare della baia di Isola bella e oltre, fino allo Stretto di Messina e la costa calabra.

Gastronomico

È bello passeggiare senza una meta ben precisa e perdere la bussola del tempo. A Taormina è anche facile. Dopo aver visitato il Teatro Antico o le Naumachie, scattato foto dal belvedere di Piazza IX Aprile e sotto la Torre dell’orologio, le vetrine di Corso Umberto sono come il richiamo delle sirene per Ulisse e vieni attratto ora dal negozietto di souvenir ora dalle boutique di alta moda. E non puoi sottrarti neanche dall’assaggiare le specialità locali: l’arancino, la granita alle mandorle, il cannolo alla ricotta. E se è ora di pranzo puoi concederti un classico piatto di maccheroni alla norma, con melanzane e ricotta infornata, o un secondo di pesce fresco. E per concludere il pasto non può mancare una fetta di cassata: la regina della pasticceria siciliana che ti sorprenderà per il dolce gusto e l’accurata decorazione. Una vera delizia per il palato. Così puoi portare con te un barattolo di quel favoloso pesto al pistacchio o un vassoio di dolcetti di marzapane. E se il corso è troppo affollato puoi prendere una delle tante stradine che si aprono a destra e sinistra e scoprire scorci della Taormina autentica poco conosciuta ai turisti. Dopo aver percorso le tante scalinate puoi ristorarti bevendo una limonata o un bicchiere di latte di mandorla mentre ammiri i colori del tramonto incorniciato da davanzali fioriti, con profumati gerani che fanno da capelli alle teste di moro, muri in pietra e terrazze colorate dalle tipiche ceramiche. Un posto unico dove il tempo sembra essersi fermato.